Dedalust Lab: 1. Vedere, Sentire, Guardare. Con Alice Gremese

A Roma, il 28 Febbraio: un’esperienza fotografica pensata per fotografare, rallentare e affinare il proprio sguardo.

Appuntamento a Roma, il prossimo 28 Febbraio (2026): Vedere, sentire, guardare è qualcosa di più di un workshop fotografico o di un semplice model sharing. E’ un incontro di fotografia, praticata e condivisa, un’esperienza realizzata grazie alla collaborazioe di una modella giovanissima ma di grande talento e intensità espressiva: Alice Gremese (Maggiori dettagli sul suo profilo instagram a questo indirizzo). 

Si fotografa. Si scatta per l’intera giornata,  lavorando con una macchina in mano e una relazione con la modella davanti a noi.

Nello spirito di Dedalust, però,  l’accento è spostato.

Vedere è l’atto automatico dello sguardo.
Sentire è ciò che il corpo registra.
Guardare è la scelta consapevole di restare, di osservare, di aspettare.

Seguiremo un filo conduttore che attraversa il ritratto e si apre progressivamente al nudo. Non come escalation spettacolare, ma come approfondimento dello sguardo e della relazione.

Ogni momento della giornata sarà un’occasione per ‘rivivere’ il proprio modo di fotografare: come ci si avvicina, come si resta, come si riconosce il momento in cui lo scatto vale veramente.

Una giornata pensata per cercare ed esercitare praticamente consapevolezza, autenticità ed emozione. Non per costruire immagini “forti”, ma per lasciare che l’intensità emerga da ciò che accade davvero nella relazione tra fotografo e modella.

Nello spirito di Dedalust, insomma, il nudo non è l’ obiettivo. È una condizione, costruita con  fiducia, tempo e ascolto.

Questo primo incontro del Dedalust Lab è pensato per fotografare, ma senza inseguire il risultato a tutti i costi.

L’attenzione è sul processo che porta all’immagine: su come nasce uno scatto, su cosa lo innesca, su cosa lo rende necessario.

Nel Lab non si lavora su pose, schemi o formule. Si lavora sulla presenza del fotografo, sul tempo prima dello scatto, sulla qualità dell’attenzione, sulla relazione che si crea e che l’immagine, inevitabilmente, porta con sé.

Le immagini arrivano. Non vengono forzate.

Vedere, sentire, guardare è un incontro introduttivo, ma non è teorico. È un’esperienza fotografica in cui si scatta meno per ottenere e più per comprendere cosa sta davvero accadendo davanti e dentro lo sguardo.

Da qui comincia il Lab. Con la fotografia. E con la consapevolezza che ogni immagine è anche il risultato di un processo.

Un sincero ringraziamento ad Alberto Buzzanca, Cristian Cavicchi e Fabio Pregnolato per aver gentilmente prestato alcuni dei propri scatti con Alice Gremese per illustrare questo evento. 

Vedere, sentire, guardare è un incontro di fotografia pensato per chi è disposto a rallentare, a osservare prima di scattare e a riconoscere che ogni immagine nasce da una relazione e da un processo.

Dove e Quando
A Roma, in location privata  (Passeggiata di Ripetta), il 28 Febbraio 2026

Durata Dell’incontro
Dalle 10 alle 18 (Pausa pranzo dalle 13 alle 14)

Tema dell’incontro
Il tema di questo incontro è la fotografia di nudo, ma come approdo, non come punto di partenza. Sviluppiamo il lavoro come un processo di avvicinamento, in cui sguardo, tempo e relazione costruiscono il racconto. Se il tema è il nudo,
il modo è quello del Lab: lento, relazionale, consapevole del motore che muove il fotografo prima dell’immagine: desiderio, attenzione, emozione.

Numero di partecipanti
L’incontro è riservato a un massimo di 6 fotografi. Una scelta precisa, per garantire a ciascuno tempo reale di lavoro e lo spazio necessario a costruire una connessione autentica con la modella.

Durata e ritmo
È un incontro di una giornata intera (6 ore vere). Il ritmo è disteso, non frammentato. Non si corre dietro agli scatti: si lascia il tempo alla relazione di formarsi e allo sguardo di chiarirsi. La ricerca è personale, non seriale.

Location
L’incontro si svolge in una location privata, ampia e luminosa. Uno spazio pensato per fotografare con naturalezza, senza l’assillo della strumentazione tecnica. Meno barriere, meno apparati, meno distanza tra chi fotografa e chi viene fotografata.

Approccio fotografico
Si fotografa per tutta la giornata, ma l’attenzione non è rivolta alla quantità né alla performance. Il focus è sul processo che porta allo scatto: presenza, ascolto, tempo, relazione.

A chi è rivolto
L’incontro è pensato per: fotografi già esperti che desiderano approfondire la propria fotografia e renderla più consapevole, ma anche per fotografi agli inizi che sentono l’esigenza di trovare la propria voce, senza fretta e senza pressione.

Non è richiesto un livello tecnico specifico, ma la disponibilità a mettersi in gioco nel proprio modo di guardare e fotografare.

Non è un workshop tecnico.
Non si insegnano set di luci, schemi di posa o ricette replicabili.

Non è una lezione frontale.
Non c’è qualcuno che mostra e altri che eseguono.

Non è un’esperienza performativa.
Non si fotografa per dimostrare, produrre, accumulare scatti.

Non è un ambiente competitivo.
Non si confrontano risultati, non si misurano prestazioni.

Non è un set frenetico.
Non si lavora sotto pressione, né contro il tempo.

Non è un’esperienza di intrattenimento.
Non promette scorciatoie, né risultati garantiti.

E non è un incontro per chi cerca solo immagini da portare a casa.